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Accesso alle reti e open data, convegno di Polesine TLC all'Urban Digital Center

ROVIGO • Relatori, stakeholder e istituzioni provenienti anche da Padova, Venezia, Milano, Roma e persino Bruxelles. Sala piena e grande successo per il convegno “Il futuro delle reti di accesso” organizzato da Polesine TLC giovedì 15 febbraio all’Urban Digital Center - Innovation Lab di Rovigo in collaborazione con il Comune di Rovigo, il patrocinio di Regione Veneto e Provincia di Rovigo con il supporto di As2.

"...intervento dell’assessore regionale Roberto Marcato, che ha affrontato la questione della situazione delle reti in Veneto ripercorrendo la vicenda dall’accordo con il Governo datato 2016 e il contributo di 320 milioni a cui si era sommato quello regionale di 80..."


Un incontro che ha richiamato in città interlocutori di spessore nazionale per fare il punto su reti e servizi digitali spaziando a tutto campo dagli open data fino alle ultime opportunità legate alla transizione digitale: l’evento ha fornito un quadro informativo completo sulle coperture e sugli interventi infrastrutturali in atto nel territorio nazionale, regionale e locale aggiornando anche rispetto alle previsioni del medio periodo per le tecnologie wired e wireless.

Con Ivan Dall’Ara, amministratore unico di Polesine TLC a fare gli onori di casa e una selezionata platea di interventi di saluto - l’onorevole e presidente di Acquevenete Piergiorgio Cortelazzo, l’assessore regionale Cristiano Corazzari, il presidente della Provincia Enrico Ferrarese e quello di As2 Caterina Furfari - la giornata di lavoro si è aperta con l’intervento dell’assessore regionale Roberto Marcato, che ha affrontato la questione della situazione delle reti in Veneto ripercorrendo la vicenda dall’accordo con il Governo datato 2016 e il contributo di 320 milioni a cui si era sommato quello regionale di 80. “Siamo la locomotiva di un Paese - queste le sue parole - che necessita di infrastrutture, come giovani e imprese chiedono a gran voce, c’è bisogno di superare le fragilità del territorio rispetto ad esempio alla banda larga per essere ancora e sempre più competitivi.

Gli open data? Sono il futuro…”.

La prima sessione di lavori, centrata sui dati delle reti, ha visto quattro interventi aperti da Aldo Milan, responsabile del progetto BroadBandMap di AGCOM che ha relazionato sullo stato della connettività in Italia parlando di Rovigo, che dal 2017 ha rimontato posizioni e si attesta ora sulla media nazionale. Paolo Corda, responsabile Planning Technology Infratel Italia ha fatto una panoramica dei vari piani su cui l’azienda è al lavoro, anche legati al PNRR: Italia a 1 Giga, Italia 5G (con 838 siti regionali e 44 in Polesine), Scuola connessa (sviluppato in due fasi: una nel 2020, l’altra nel 2022), Sanità connessa con progetti customizzati e Isole minori; Idelfo Borgo, direttore ICT e Agenda Digitale Regione Veneto si è invece soffermato sulle infrastrutture regionali, presupposto per l’Agenda Digitale Veneto 2025 (Hub Digitale, CERT, Veneto API Management e l’avveniristico progetto pilota Rete Quantistica per la Cybersicurezza, sviluppato in collaborazione con UniPd, mentre Fabio Gelli, responsabile di progetto Polesine TLC, ha illustrato brevemente la situazione locale tra fibra e FWA con una carrellata di servizi forniti dall’azienda che opera su infrastrutture disponibili per gli operatori, agisce da osservatorio territoriale di reti e servizi, si pone quale infrastruttura telematica e in materia di open data lavora al progetto AVO (Analisi Visibilità Ottica) forte di 29 siti, una rete attiva in uso a Retelit, una serie di torri con ben 5 operatori di fibra e una copertura complessiva di 420 chilometri quadrati.

La seconda parte di mattinata, dedicata all’abilitazione della transizione digitale, ha visto il professore di Telecomunicazioni presso il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova Lorenzo Vangelista affrontare le varie prospettive tecnologiche per le reti di telecomunicazioni future aperte anche a Intelligenza Artificiale e Connessioni Therahertz, con il vicepresidente di Confindustria Veneto Est Paolo Armenio che ha portato quindi la questione sul delicato contesto socio-economico.


“Oggi l’Italia è 19esima su 27 in Europa per digitalizzazione, in coda per il numero di laureati con le nostre imprese che chiedono manodopera qualificata, infrastrutture e tecnologia oltre a maggiore chiarezza nei rapporti con le PA”, la sua analisi.

Terza e ultima parte dedicata infine alla tavola rotonda aperta agli operatori che ha visto salire sul palco la responsabile Italia di Site Operation Celinex Micaela Manfrin, l’Istitutional Relations Manager di Eolo Valentina D’Amendola, il Public Affairs Manager di Iliad Emmanuel Olivieri, l’Account Manager Wholesale di Fastweb Corrado Radaelli, Alessandro Battistel per Open Fiber e ancora il direttore Public Sector Gruppo Retelit Luca Capodicasa e l’Head of Network Development Nord-est di Vodafone Nicola Bartoli. I relatori hanno reso noto il loro punto di vista sulla sostenibilità delle reti e dei servizi del futuro, in un settore con marginalità sempre più risicate.

A moderare il convegno il direttore UO Strategia ICT, Agenda Digitale e sistemi di comunicazione della Regione Veneto Luca De Pietro; in sala anche numerosi rappresentanti di amministrazioni locali tra cui i Comuni di Adria, Occhiobello e Melara e una classe quinta in rappresentanza dell’ITIS Viola di Rovigo.

La conclusione del convegno con le parole del moderatore e l'intervento di Dall'Ara "Le infrastrutture sono necessarie, ma la trasformazione digitale si ottiene se ognuno fa la sua parte e tutti corriamo verso la stessa direzione". Se vogliamo andare veloce corriamo da soli, ma se vogliamo andare lontano dobbiamo correre insieme, istituzioni, pubblica amministrazione, operatori e utenti, per supportare vicendevolmente sia la domanda che l'offerta dei servizi.



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